Trasformare l’innovazione da episodio isolato a processo strutturale per le imprese italiane. È questo uno dei messaggi principali emersi il 28 settembre a Roma, nella Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, durante l’incontro che ha riunito gli otto Competence Center nazionali.
Una giornata particolarmente significativa anche per START4.0, che insieme agli altri sette Centri ha presentato i risultati raggiunti negli ultimi anni e discusso le prospettive del sistema nazionale del trasferimento tecnologico, con uno sguardo rivolto anche alla fase successiva al PNRR.
L’incontro si è concluso con un passaggio importante: la firma dell’atto costitutivo dell’Associazione Competence Center Italia, che mette a sistema una collaborazione già consolidata tra ARTES 4.0, BI-REX, CIM4.0, CYBER 4.0, MADE Competence Center Industria 4.0, MedITech, SMACT e START4.0.
I Competence Center e il trasferimento tecnologico: 320 milioni di euro di progetti e servizi
I numeri presentati a Roma restituiscono la dimensione raggiunta dalla rete dei Competence Center.
Dal 2019 al 30 giugno 2026 sono stati attivati presso le imprese italiane progetti e servizi per circa 320 milioni di euro, a fronte di 180 milioni di euro di aiuti concessi, con un effetto leva pari a 1,8.
Nello stesso periodo sono stati erogati:
- circa 4.700 servizi di orientamento, formazione e innovazione, l’84% dei quali rivolti alle PMI;
- 1.460 percorsi formativi, che hanno coinvolto circa 57.000 persone;
- oltre 1,1 milioni di ore-persona di formazione;
- circa 1.550 eventi gratuiti di orientamento, capaci di raggiungere 40.000 imprese e circa 90.000 persone.
Numeri che confermano il ruolo assunto dai Competence Center come punto di incontro tra imprese, ricerca, tecnologie e competenze avanzate.
Innovazione che continua anche dopo il progetto
Il dato più significativo non riguarda però soltanto il volume delle attività realizzate, ma gli effetti prodotti nel tempo.
Il 93,3% delle imprese coinvolte nell’indagine sull’impatto dei Competence Center ha dichiarato che l’intervento del Centro è stato determinante per la riuscita del proprio progetto. Ancora più rilevante è il fatto che il 70% delle aziende abbia continuato autonomamente ad aumentare il proprio livello di maturità tecnologica una volta concluso il percorso con il Competence Center.
È proprio qui che emerge uno degli elementi centrali del modello: il trasferimento tecnologico non deve esaurirsi con un singolo finanziamento o con la conclusione di un progetto.
L’obiettivo è fare in modo che l’innovazione diventi una capacità permanente dell’impresa, attraverso competenze, infrastrutture e metodologie che possano continuare a generare valore nel tempo.
Il ruolo dei Competence Center dopo il PNRR
Il confronto al MIMIT ha rappresentato anche l’occasione per guardare alla prossima fase.
Il PNRR ha contribuito in questi anni al potenziamento dei Centri di trasferimento tecnologico e delle infrastrutture dedicate all’innovazione delle imprese. Il Ministero continua a inquadrare i Competence Center tra gli strumenti nazionali per accompagnare digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo.
La prospettiva discussa a Roma è quindi quella di dare continuità al ruolo dei Competence Center anche oltre l’orizzonte del PNRR, consolidando un modello che negli ultimi anni ha costruito laboratori, competenze specialistiche e una relazione sempre più diretta con le imprese.
Per START4.0 si tratta di un passaggio particolarmente importante: significa continuare a mettere a disposizione del sistema produttivo competenze e infrastrutture per accompagnare concretamente i processi di trasformazione digitale e di innovazione, con una particolare attenzione alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture critiche.
START4.0 e Ansaldo Energia: la voce delle imprese al MIMIT
Nel corso della giornata ampio spazio è stato dedicato anche alla testimonianza diretta delle aziende.
Tra gli interventi quello di Marco Grillo di Ansaldo Energia, intervenuto nel confronto dedicato alla voce delle imprese insieme ad altri rappresentanti del sistema industriale italiano.
La presenza di Ansaldo Energia assume un significato particolare per START4.0: l’azienda fa parte dell’ecosistema del Centro e la sede operativa di START4.0 si trova proprio negli spazi di Ansaldo Energia a Genova.
Un rapporto che rappresenta concretamente quella collaborazione tra grandi imprese, PMI, ricerca e istituzioni sulla quale si fonda il modello dei Competence Center.
Nasce l’Associazione Competence Center Italia
La giornata del 28 settembre ha infine segnato un nuovo passaggio nella storia degli otto Centri con la costituzione dell’Associazione Competence Center Italia.
Una scelta che consente di trasformare in una struttura stabile una collaborazione già sviluppata negli anni e di rafforzare la capacità della rete di operare in maniera coordinata e complementare a livello nazionale.
Gli otto Competence Center dispongono oggi complessivamente di 25 sedi aperte alle imprese, 49 linee pilota e dimostratori propri e centinaia di laboratori accessibili attraverso la rete.
L’obiettivo comune è rendere più semplice per le aziende italiane accedere a competenze, tecnologie e infrastrutture avanzate, indipendentemente dal territorio nel quale operano.
Per START4.0, la giornata di Roma rappresenta quindi contemporaneamente un punto di arrivo e un nuovo inizio: valorizzare quanto costruito negli ultimi anni e lavorare, insieme agli altri Competence Center, perché innovazione e trasferimento tecnologico diventino processi strutturali e accessibili per le imprese italiane anche nella fase post-PNRR.
