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MAIA, la Camera Immersiva di START4.0 inaugurata a Genova

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In questo articolo parliamo di

MAIA, la Camera Immersiva di START4.0: la sicurezza sul lavoro si vive, non si legge.

Una camera immersiva in cui un’emergenza si attraversa davvero, in squadra, e in cui ogni decisione presa può essere ricostruita e analizzata a freddo. È MAIA — Mixed-reality Academy for Immersive Awareness — l’infrastruttura del Centro di Competenza nazionale START4.0 inaugurata martedì 22 settembre 2026 a Genova, negli spazi di Ansaldo Energia. Ottanta tra imprese e stakeholder dell’industria, dell’energia e del mondo portuale hanno partecipato alla giornata, e nel pomeriggio l’hanno provata di persona.

Che cos’è MAIA, la Camera Immersiva di START4.0

MAIA è un ambiente in cui realtà fisica, virtuale, aumentata e mista si combinano per costruire esperienze formative condivise. Non serve a mostrare un video a una persona con un visore: serve a far vivere la stessa situazione a più persone contemporaneamente, chiamate a interagire, coordinarsi e decidere insieme.

È un’infrastruttura pensata per l’addestramento in contesti ad alto rischio — impianti energetici, cantieri, aree portuali — e per tutte quelle situazioni in cui l’errore, nella realtà, si paga. Qui invece si analizza.

Come funziona la Camera Immersiva: le tecnologie

MAIA combina tre componenti che lavorano insieme:

  • un sistema di proiezione immersiva su LED Wall, che ricostruisce l’ambiente attorno a chi si trova nella camera;
  • una piattaforma di realtà virtuale che gestisce gli scenari e la loro evoluzione;
  • visori Meta Quest 3 e HTC VIVE Focus Vision per l’esperienza in prima persona.

La combinazione permette configurazioni molto diverse fra loro: un’esperienza interamente virtuale, un’esperienza mista in cui attrezzature e oggetti fisici entrano nella simulazione, oppure uno scenario in cui ruoli e informazioni sono distribuiti in modo diverso fra i partecipanti — come accade nella realtà, dove nessuno sa tutto.

La differenza: si addestra una squadra, non una persona

È qui che una camera immersiva multiutente si distingue da un visore indossato da soli. Un operatore può agire attraverso il visore mentre gli altri partecipanti seguono e intervengono sullo stesso scenario all’interno della camera. Le azioni di ciascuno modificano l’esperienza degli altri.Diventano così riproducibili non soltanto singole attività, ma dinamiche di squadra, procedure, situazioni di emergenza e processi decisionali in cui il coordinamento tra le persone è parte integrante dell’addestramento. Chi lavora nella sicurezza industriale sa che è esattamente lì che le cose vanno storte: non nella competenza del singolo, ma nella comunicazione fra ruoli sotto pressione.

Il debriefing: trasformare l’errore in apprendimento

Al termine di ogni esperienza una fase strutturata di debriefing permette di ricostruire quanto accaduto: chi ha deciso cosa, in quale momento, con quali informazioni disponibili. Si analizzano comportamenti, tempi di reazione, errori.È il passaggio che fa di MAIA non solo un ambiente in cui formarsi, ma un laboratorio in cui progettare, sperimentare e validare nuove metodologie formative, misurandone l’efficacia. Non soltanto nuovi scenari in cui formarsi, quindi, ma nuovi modi di formare.

Le prime esperienze immersive disponibili

Le due esperienze già operative riguardano la sicurezza sul lavoro:

  • un video immersivo a 360° dedicato all’uso dei dispositivi di protezione individuale in ambito portuale, riprodotto in modo sincronizzato sul LED Wall e sui visori;
  • uno scenario interattivo ambientato in un cantiere edile, in cui l’utente esplora l’ambiente, interagisce con gli elementi presenti e ne sperimenta le dinamiche.

Il catalogo è destinato a crescere: la camera è progettata per ospitare scenari costruiti su misura sulle esigenze delle singole aziende.

Che cosa può farci un’impresa

Le applicazioni che MAIA abilita, e che oggi per la maggior parte delle imprese sono fuori portata:

  • formare il personale sulla sicurezza facendogli attraversare la situazione invece di leggerla in una procedura;
  • validare procedure operative prima di applicarle sul campo;
  • simulare emergenze in impianti complessi senza incidere sulla funzionalità dell’impianto reale;
  • testare reazioni umane e soluzioni tecniche su scenari che non si sono ancora verificati;
  • allenarsi a situazioni di forte pressione, dagli interventi in pubblico alle riunioni critiche;
  • rendere esplorabili modelli e simulazioni complesse, abitandoli invece di limitarsi a visualizzarli.

La tavola rotonda: dove può arrivare l’immersività

La giornata è proseguita con il confronto «Oltre la realtà: esperienze immersive per nuovi scenari», moderato da Fabio Verbosio, costruito attorno a una domanda: se possiamo ricreare un ambiente o un’esperienza senza essere fisicamente lì, quale problema possiamo risolvere che oggi non riusciamo ad affrontare?

Sono intervenuti Umberto Battista, Chief Technology Officer di STAM; Giorgio Genta, Digital Innovation Executive di ETT; Giorgio Allasia, Direttore Engineering & Technology Transfer del Gruppo FOS; Massimo De Ferrari, Industrial Relations, HR Shared Services & EHS Director di Ansaldo Energia; Katia Lupinetti, ricercatrice dell’Istituto IMATI del CNR. Si è parlato del confine fra simulazione, digital twin e ambiente immersivo, dell’ingresso dei dati e dell’intelligenza artificiale negli scenari, e dei servizi nuovi che un’infrastruttura come MAIA rende possibili. Le conclusioni sono state affidate a Roberta De Donatis, Responsabile esecutivo di START4.0.

Un investimento del PNRR che resta sul territorio

All’apertura dei lavori sono intervenuti Paola Girdinio, Presidente di START4.0, Nur El Gawohary, VP External Relations di Ansaldo Energia, Iacopo Avegno, Direttore Generale Turismo, Marketing territoriale e Sistemi Informativi di Regione Liguria, Alessandro Terrile, Vicesindaco del Comune di Genova, e gli onorevoli Alberto Pandolfo e Ilaria Cavo, della Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati.

Dai loro interventi è emersa una linea comune: il valore di collocare un’infrastruttura di questo tipo dentro una realtà industriale come Ansaldo Energia, e di destinare risorse del PNRR a un impianto che resta a Genova, dentro un complesso industriale in crescita, a disposizione dell’intero tessuto produttivo.

«MAIA nasce da una convinzione semplice: nei contesti ad alto rischio non basta spiegare, bisogna far vivere. Una procedura letta si dimentica, una situazione attraversata resta. Con questa infrastruttura mettiamo a disposizione delle imprese liguri, e in particolare delle PMI, una tecnologia che da sole difficilmente potrebbero permettersi», ha dichiarato Paola Girdinio, Presidente di START4.0.

L’impianto ha beneficiato di un cofinanziamento a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 «Istruzione e Ricerca», Componente 2 «Dalla Ricerca all’Impresa», finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU, ai sensi del Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 10 marzo 2023.

Come accedere a MAIA

MAIA è operativa e aperta alle imprese del territorio, con un’attenzione particolare alle PMI. Le aziende interessate a progettare un percorso formativo, a costruire uno scenario su misura o semplicemente a visitare la Camera Immersiva possono scrivere a formazione@start4-0.it.

Domande frequenti

Che cos’è una camera immersiva?

È un ambiente fisico in cui proiezioni, realtà virtuale e realtà mista ricostruiscono uno scenario attorno alle persone che vi si trovano. A differenza di un singolo visore, permette a più partecipanti di vivere la stessa situazione insieme e di interagire fra loro e con oggetti fisici reali.

A che cosa serve MAIA?

Ad addestrare persone e squadre a gestire emergenze, procedure e situazioni critiche in impianti industriali, cantieri e aree portuali, e a sperimentare nuove metodologie formative analizzando a posteriori decisioni, errori e tempi di reazione.

Dove si trova MAIA?

A Genova, negli spazi di Ansaldo Energia, in via Nicola Lorenzi 8.

Le PMI possono usarla?

Sì. MAIA nasce proprio per mettere a disposizione delle imprese del territorio, in particolare delle piccole e medie, una tecnologia che difficilmente potrebbero sostenere da sole.

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