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START4.0 alla Camera dei Deputati competenze, continuità, governo

START4.0 alla Camera dei Deputati competenze, continuità, governo

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Oggi START4.0 è intervenuto alla Camera dei Deputati in occasione di un incontro istituzionale con parlamentari e stakeholder dedicato al ruolo dei Centri di Competenza nella trasformazione digitale del sistema produttivo italiano.

L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto sul valore di un modello operativo che, su mandato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha contribuito a rendere concreti ed efficaci gli investimenti del PNRR, accompagnando imprese e Pubbliche Amministrazioni nell’adozione di tecnologie avanzate in modo sicuro, sostenibile e misurabile.

Al centro del dibattito è stato l’impatto reale sulle imprese. START4.0 ha illustrato come, attraverso il proprio intervento, numerose PMI e organizzazioni, in diversi contesti territoriali, abbiano migliorato competitività, produttività e capacità di innovazione. I risultati presentati, supportati da casi d’uso concreti e dati misurabili, hanno dimostrato come l’innovazione, se correttamente governata, possa tradursi in valore diffuso per il sistema economico.

Per START4.0 sono intervenute Roberta De Donatis, responsabile esecutiva, e Georgia Cesarone, CTO.

Nel suo intervento, Roberta De Donatis ha raccolto il filo del ragionamento sviluppato dai relatori che l’avevano preceduta, spostando l’attenzione dal perché esistano i Centri di Competenza al come e al perché questi modelli funzionino realmente. Un passaggio centrale, ha evidenziato, nel dibattito sulla politica industriale e sull’utilizzo dei fondi pubblici, spesso accompagnato dalla domanda su come garantire che gli investimenti producano valore concreto e non si disperdano in interventi astratti o poco aderenti ai bisogni del sistema produttivo nazionale.

De Donatis ha sottolineato come il ruolo dei Centri di Competenza, e di START4.0 in particolare, sia stato quello di trasformare una visione di politica industriale in azioni tecniche, operative e misurabili. Essere il braccio operativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha spiegato, non rappresenta uno slogan, ma una responsabilità quotidiana: far arrivare i fondi dove ce n’è reale bisogno e metterli nelle condizioni di generare un impatto concreto, assumendosi una responsabilità tecnica, operativa e strategica.

Nel suo contributo, Georgia Cesarone è intervenuta ponendo l’accento sul tema dell’innovazione, che ha definito non come un concetto astratto, ma come uno strumento da comprendere, governare e inserire in modo responsabile nei sistemi produttivi, organizzativi e decisionali delle imprese. In una fase caratterizzata dall’ingresso sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, nei servizi e nelle infrastrutture critiche, Cesarone ha evidenziato come la sfida non riguardi soltanto l’adozione tecnologica, ma soprattutto il governo dell’AI, affrontando temi quali sicurezza, affidabilità degli algoritmi, responsabilità e qualità dei dati.

La CTO di START4.0 ha richiamato il quadro normativo nazionale ed europeo, ricordando il ruolo del decreto sull’intelligenza artificiale e il dialogo costante con le istituzioni, tra cui l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Un percorso che, ha spiegato, accompagna le imprese attraverso modelli di assessment e programmi di supporto, con l’obiettivo di far comprendere come l’adeguamento normativo non sia un mero adempimento formale, ma una leva strategica per la competitività, la continuità operativa e la sovranità tecnologica del Paese.

Tra i punti chiave emersi nel corso dell’incontro, START4.0 ha posto particolare attenzione sulla qualità e sull’affidabilità degli interventi tecnici proposti. È stato evidenziato l’utilizzo di metodologie strutturate, basate su analisi puntuali della maturità digitale e dei rischi, affiancate da un approccio sperimentale fondato su prototipi, valutazioni e simulazioni. Un metodo che ha permesso alle imprese di ridurre il rischio degli investimenti e ai decisori pubblici di misurare in modo concreto l’impatto delle politiche sul territorio.

Un ulteriore elemento distintivo del modello presentato è stato il ruolo di mediazione tra ricerca, industria e istituzioni, che ha consentito di mantenere elevata la qualità tecnico-scientifica delle soluzioni, rendendole al tempo stesso accessibili e applicabili alle esigenze reali delle imprese.

In chiusura, le relatrici hanno sottolineato il valore sistemico del lavoro svolto: gli interventi realizzati non sono stati episodici, ma hanno contribuito alla diffusione di competenze e metodologie replicabili nei territori e anche in ambito europeo. Un modello che, grazie alla capacità di tradurre le politiche industriali in azioni concrete, ha dimostrato come una parte significativa dei fondi del PNRR sia stata impiegata in modo efficace e che, secondo START4.0, andrebbe rafforzato e reso strutturale per sostenere nel tempo l’attuazione delle politiche industriali e il governo dell’innovazione.

È possibile vedere la conferenza stampa “I competence Center: un contributo all’innovazione sicura del Paese” a questo link.