Venerdì 30 gennaio START4.0 ha partecipato all’incontro “Valutazione dell’impatto economico dell’Intelligenza Artificiale”, promosso dal Digital Innovation Hub Liguria e ospitato presso Confindustria Genova. A rappresentare il Centro di Competenza è stata la CTO Georgia Cesarone, che ha proposto una riflessione concreta e orientata all’esperienza su come l’intelligenza artificiale possa generare valore reale per le imprese, in particolare per le PMI.
L’intervento si è aperto con una considerazione sul rapporto, ancora complesso, tra imprese e intelligenza artificiale. Rispetto ad altre tecnologie digitali introdotte negli ultimi decenni, l’IA continua infatti a scontrarsi con una forte resistenza culturale, che spesso rallenta o ostacola i processi di adozione. Superare questo blocco è oggi una delle sfide principali per poter sfruttare appieno le opportunità offerte dalla tecnologia.
Il focus si è quindi spostato sul concetto di valore, che non può essere letto esclusivamente in termini di ritorno economico immediato. Il digitale – e l’intelligenza artificiale in particolare – crea valore quando rafforza le eccellenze già presenti in azienda e contribuisce a ridurre inefficienze e criticità. Per questo è necessario affiancare alla logica del ROI una visione più ampia di valore sull’investimento, che tenga conto di aspetti strategici come la qualità e la rapidità delle decisioni, la riduzione dei rischi, la capacità di innovare e la sostenibilità delle soluzioni nel tempo.
Nel corso dell’incontro sono state individuate quattro dimensioni attraverso cui l’IA può generare valore: l’efficienza, legata all’automazione e al risparmio di tempo e costi; l’efficacia, che si traduce in risultati migliori e decisioni più informate; la possibilità di “fare di più”, ovvero gestire maggiore complessità e ampliare le capacità operative anche nelle realtà più piccole; infine la robustezza, intesa come maggiore continuità operativa e capacità di adattarsi a contesti incerti e mutevoli.
È stato evidenziato come l’intelligenza artificiale possa intervenire sia sostituendo attività a basso valore aggiunto, sia supportando il lavoro delle persone. I casi di maggiore successo sono quelli in cui la tecnologia affianca l’umano, suggerendo, sintetizzando e aggregando informazioni, senza mai sostituirne il ruolo decisionale. In questa prospettiva, l’IA diventa uno strumento di potenziamento delle competenze, non di sostituzione.
Particolarmente rilevante è il tema della scalabilità del sapere. L’IA può infatti trasformarsi in un vero e proprio assistente della conoscenza, capace di rendere accessibile a tutta l’organizzazione l’esperienza di figure altamente specializzate. Questo approccio consente di superare i limiti legati alla disponibilità di competenze rare, migliorando formazione, supporto operativo e continuità dei processi. Un esempio concreto riguarda l’utilizzo congiunto di intelligenza artificiale e realtà virtuale per la formazione tecnica sul campo, che permette di offrire assistenza in tempo reale attingendo al know-how dei migliori esperti aziendali.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla misurazione dell’impatto, sottolineando l’importanza di definire KPI chiari prima dell’introduzione delle soluzioni di IA, così da poterne valutare nel tempo l’effettivo contributo in ambiti come customer care, operation, cybersecurity, marketing, vendite e formazione.
Nel presentare le attività di START4.0, sono stati richiamati i principali ambiti applicativi su cui il Centro di Competenza opera: dalla cybersecurity alla sostenibilità, dal digital twin all’energy management, fino alla business intelligence e all’ottimizzazione delle catene logistiche. Tra le iniziative in corso figurano anche lo sviluppo di infrastrutture on-premise dedicate alle PMI, soluzioni per aumentare l’affidabilità dei sistemi di IA, percorsi formativi su tecnologie dual use e l’Osservatorio sull’IA applicata alla cybersecurity.
In chiusura, è emerso con forza come il vero valore dell’intelligenza artificiale non risieda soltanto nella tecnologia in sé, ma nella capacità di costruire fiducia, competenze e modelli di governance adeguati. In questo senso, i partenariati pubblico-privato e gli ecosistemi di innovazione rappresentano un elemento chiave per accompagnare le imprese verso un’adozione consapevole, sostenibile e strategica dell’IA.
