Tutti i segreti del “gemello digitale” del nuovo ponte

Repubblica 15/5/20 (di Massimo Minella)

Ha spiegato come risollevare al Giglio la Costa Concordia senza farla spezzare in due. Ha detto no alla nuova Torre dei Piloti nell`eliporto della Fiera perché non avrebbe retto all`urto di una grande nave contro la massicciata. E ora terrà sotto controllo, senza mai un attimo di pausa, il nuovo ponte di Genova. E` il Cetena, il centro studi di tecnica navale di Fincantieri, che garantirà il monitoraggio strutturale del viadotto in alleanza con un`altra azienda del gruppo, Seastema. Quasi sessant`anni di vita, una consulenza ingegneristica legata a lungo al comparto navale, il Cetena amplia le sue competenze insieme a quelle della capogruppo che dalle navi è passata alle grandi infrastrutture, ponti, porti, stadi. E ora, per garantire il più alto standard di sicurezza, si prepara a dar vita a un “gemello digitale” del viadotto che vivrà dentro ai computer del “fabbricato tecnologico” che inizierà a vivere insieme al nuovo ponte, a fianco della galleria. «Sul viadotto abbiamo portato la nostra esperienza più che ventennale sui sistemi di monitoraggio delle navi – spiega l`amministratore delegato del Cetena Paolo Ceni – anche l`impalcato è d`acciaio e quindi ricorriamo a soluzioni consolidate. Ma insieme al progettista del viadotto, Italferr, abbiamo lavorato su tutti gli altri sistemi, a cominciare dalle pile, che sono in calcestruzzo armato. Il ponte attraversa infatti la valle da est a ovest quindi è soggetto a dilatazioni termiche e poi si confronta con il vento che può soffiare dai monti o dal mare, con differenti gradi di umidità e di salino, e con il carico in transito, sempre variabile». Per tenere sotto controllo tutto questo sono stati montati più di 240 sensori che restituiranno in tempo reale ogni tipo di sollecitazione a cui è sottoposto il ponte. Una rivoluzione rispetto al passato. «Dal controllo visivo delle condizioni del ponte passiamo al monitoraggio completo e lo faremo dal fabbricato tecnologico con continue schermate che ci consentiranno di vedere ogni minimo dettaglio» continua Ceni. All`interno di questa complessa e sofisticata linea d`azione si muove anche il progetto Symon, che porterà alla creazione del gemello digitale del viadotto, in alleanza con altre aziende, fra cui la genovese Fos, con il contributo del Competence Center Start 4.0. In realtà il progetto è legata a una infrastruttura digitale generica, ma avendo a disposizione il nuovo viadotto sarebbe un errore non capitalizzare tutte queste conoscenze in un`infrastruttura specifica. «Questo ponte è un laboratorio aggiunge Ceni – Per me è uno slogan, ma è anche la verità, perché l`infrastruttura sarà super-monitorata e ci consentirà anche di sperimentare nuove analisi che potranno servire per altri progetti. Dal disegno Cad andremo ad approfondire la parte ingegneristica e attraverso più sistemi di monitoraggio arriveremo a vedere il comportamento reale. E` un progetto ambizioso che ci fornirà anche un`enorme quantità di docu- mentazione tecnica». Sul viadotto, insomma, si uniranno più competenze del territorio, con simulazioni che si trasferiranno poi sul campo. Per questo, ad esempio, il Cetena ha già utilizzato il suo simulatore navale per mutuare esperienze utili anche al monitoraggio del viadotto. Il gemello digitale dovrà cominciare a vivere insieme all`originale, quindi dalla metà di luglio, dentro al fabbricato tecnologico. Le operazioni, da questo punto di vista, sono già scattate a maggio e il prossimo passaggio sarà il posizionamento della fibra ottica. «Andremo a stenderne cinque chilometri, avanti e indietro sul ponte, per raccogliere tutte le informazioni dai sensori che trasferiremo dentro al fabbricato tecnologico – dice Ceni Il fissaggio avverrà nelle prossime settimane. Quando il ponte sarà aperto ogni sua informazione sarà trasmessa in tempo reale al fabbricato. Sarà un sistema di monitoraggio davvero unico e che potrà rivelarsi utile anche per altri progetti».

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