Le nuove tecnologie stanno portando l`intelligenza in fabbrica

(Da Repubblica Affari & Finanza)

L`Osservatorio Industria 4.0 curato dalla School of Management del Politecnico di Milano analizza le nuove tecnologie che stanno portando l`intelligenza in fabbrica Dopo un lungo percorso di avvicinamento, è l`ora di procedere a braccetto. Nella consapevolezza che un filone evolutivo non può progredire senza l`altro. È lo scenario che vede protagoniste da una parte l`industria 4.0, quella che fa leva sulle tecnologie per migliorare le condizioni di lavoro, creare nuovi modelli di business e aumentare la produttività, e dall`altra la sostenibilità, intesa non solo in chiave ambientale, ma come modello globale di sviluppo, che coinvolge anche gli aspetti sociali e quelli economici.

La miriade di informazioni che quotidianamente transita in azienda, ma in maniera disorganizzata, oggi può essere sistematizzata grazie alla capacità di lettura di cui sono dotati i nuovi software, con la conseguenza di poterne ricavarne informazioni utili al business. Questo per comprendere meglio i desideri della clientela e quindi orientare al meglio l`offerta. Così come per connettere persone e asset – dai materiali ai mezzi che li trasportano, dagli impianti alla sensoristica – con il risultato di minimizzare gli errori e aumentare l`efficienza. Basti pensare alla frontiera della manutenzione predittiva che consente di anticipare possibili guasti ai macchinari, avviando gli interventi prima che si verifichino incidenti. Con il risultato di evitare i fermi macchina che impattano pesantemente sul business e di ridurre i costi di manutenzione, dato che le aziende possono intervenire radicalmente sui propri asset produttivi nel momento più opportuno. Siamo in presenza di una vera e propria rivoluzione, che secondo l`Osservatorio Industria 4.0 curato dalla School of Management del Politecnico di Milano nel solo 2019 ha raggiunto nel nostro Paese un valore di 3,9 miliardi di euro, il 22% in più rispetto all`anno precedente e quasi il 300% nel confronto a quattro anni. I dati relativi al 2020 saranno disponibili tra qualche mese, ma la sensazione è che la corsa sia continuata pur con qualche inciampo durante i lockdown – per la consapevolezza acquisita di quanto le soluzioni digitali possano aiutare a far andare avanti le aziende anche durante situazioni critiche.

Siamo di fronte a un trend di sviluppo destinato a non esaurirsi a breve. Anche perché macchine più efficienti consumano meno e riducono gli sprechi in azienda, riducendo così i consumi di materie prime e le emissioni di anidride carbonica. Due aspetti cruciali per attività come l`industria e l`edilizia, ma sempre più spesso anche per il comparto dei servizi. Del resto, gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell`Onu, che fissano come obiettivi da raggiungere entro il 2030 – dal consumo e la produzione responsabile alle azioni per il clima, dall`innovazione in campo industriale e infrastrutturale alla transizione energetica sono raggiungibili solo con un`azione combinata a tutti i livelli. Senza trascurare l`aspetto della sostenibilità economica, cruciale per chiunque faccia business, a maggior ragione dopo la recessione scatenata dalla pandemia e a fronte di una concorrenza crescente dal lato dell`offerta che tende a comprimere i margini. L`intersezione tra questi mondi è nel trattamento dei dati: grazie all`apprendimento automatico delle macchine e all`elaborazione delle informazioni in tempo reale, le organizzazioni possono ottenere un aumento della produttività, un miglioramento dei processi e un`accelerazione della crescita a livello di business. Per fare un altro esempio, sempre più architetti oggi usano il software Bim (Building information modeling) per progettare edifici con elementi come batteri ecologici che riparano le strutture organicamente. Di pari passo, i sistemi di climatizzazione intelligenti possono autoregolarsi per garantire l`efficienza energetica in tempo reale. Un altro aspetto fondamentale è legato alle catene di fornitura, che caratterizzano ormai tutti i settori economici. L`approccio alla tecnologia e alla sostenibilità da parte delle aziende capofila ha ricadute a cascata su partner e clienti business, moltiplicando così gli effetti benefici.

Se questo è lo scenario di fondo, come si stanno attrezzando le aziende? Un sondaggio condotto da EY sulle strategie delle imprese italiane, è emerso che per intercettare la ripresa gli investimenti saranno focalizzati in primo luogo su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità (prevalentemente in ambito sociale e di economia circolare). In particolare, il sondaggio rileva una forte focalizzazione sull`automazione della produzione, grazie anche agli incentivi previsti dal Piano Transizione 4.0 (l`ex Piano Industria 4.0), che tra le altre cose pone al centro i competente center, strutture nelle quali far incontrare il mondo della ricerca, quello delle imprese, gli enti pubblici e gli specialisti della trasformazione digitale. I bandi assegnati in poco più di un anno, per un valore complessivo superiore ai 20 milioni di euro, hanno consentito di finanziare progetti a centinaia di aziende. La scommessa è aumentare le risorse in maniera sensibile facendo leva sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), il programma di investimenti che l`Italia deve presentare alla Commissione europea per ricevere i fondi comunitari (il cosiddetto Recovery Plan). Da quanto emerso sinora, l`esecutivo italiano intende mettere in campo, nell`ambito della misura “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” 19 miliardi di investimenti per rafforzare il Piano Transizione 4.0, attraverso una programmazione pluriennale che garantirà maggiore stabilità alle imprese nel percorso di digitalizzazione, con la duplice finalità di veder crescere i loro investimenti in strumenti tecnologicamente avanzati e aumentare la spesa privata in attività di ricerca, sviluppo e innovazione. Obiettivi che saranno perseguiti attraverso un sistema di incentivi fiscali, in primis il credito d`imposta per gli investimenti in beni strumentali e sul bonus ricerca e sviluppo – con aliquote e massimali maggiorati rispetto a oggi. In particolare, nella sua relazione al governo, il Senato pone l’accento sul principio “Think Small First”, chiedendo misure rafforzate per le piccole e medie imprese “quale presupposto e precondizio- ne per il rilancio di investimenti in tempi di incertezza”. 

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